La dieta aproteica consigliata dalla "cuoca"

La dieta aproteica consigliata dalla
La dieta aproteica è efficace per chi è affetto da insufficienza renale cronica (Irc) o da Pku (Fenilchetonuria), una malattia metabolica congenita. Due diverse malattie per cui si richiede un regime alimentare in grado di rallentare di oltre un anno la necessità di trapianto o di dialisi. Per chi è affetto da PKU  la dieta aproteica è quasi d'obbligo perché significa migliorare la qualità di vita e limitare i possibili effetti negativi della malattia. In questi casi il fegato, a causa della poca o inesistente attività dell’enzima fenilalanina idrossilasi, non assimila la feninlalanina contenuta nelle proteine e la accumula nel sangue, che diventa progressivamente tossico per il cervello. Perciò chi è affetto da PKU deve limitare l’assunziome di proteine, integrando l’alimentazione con delle speciali miscele di aminoacidi. In rete c'è un portale dedicato interamente alla cucina aproteica curato da Elisabetta, "La cuoca aproteica" (questo il nome del portale).  Le ricette sono corredate da istruzioni accompagnate da foto per creare piatti a basso contenuto di fenilalanina che "siano gustosi e possibilmente belli da vedere". Non ha certo la pretesa di sostituire le indicazioni dei medici nutrizionisti, anzi consiglia sempre di consultarli prima di provare alimenti, ingredienti o quantità che esulano dalla vostra dieta abituale. Nell'elaborazione delle ricette si avvale dell'aiuto dell'equipe di Malattie metaboliche dell'ospedale San Paolo di Milano. Resta il fatto che anche per la cuoca aproteica, "cucinare è un atto d'amore".
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